12 Febbraio 2026

Il Cinema di Arenzano: cronaca di una rinascita tra record di incassi e nuovi sogni

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui le luci spente e il profumo dei popcorn sembravano ricordi di un’epoca passata. Dal Covid in poi, con l’esplosione dello streaming e di una quotidianità che si è fatta più solitaria, i Cinema soprattutto quelli di paese come il nostro, sembravano destinati a diventare sempre più luoghi del passato.

ma in quegli anni difficili, il cinema non è rimasto solo"

Così comincia l'intervista con Davide De Maria, collaboratore e presenza fissa del Nuovo Cinema Italia

"Vorrei ringraziare tutte le persone che ci sono state accanto: molti spettatori venivano non solo per piacere, ma anche per sostenere il cinema, con l’idea di contribuire a mantenere vivo il patrimonio culturale del paese.

Con il tempo, il cinema è tornato a essere un punto di incontro: c’è chi ha ricominciato a darsi appuntamento al cinema, chi ha riscoperto il piacere di andare insieme, come compagnia, come comunità”

Ma oggi, guardando le sale piene di questo inverno, capiamo che quel legame tra noi e il Cinema non si è mai spezzato: era solo rimasto in attesa.

Il periodo natalizio appena concluso è stato il più intenso degli ultimi cinque anni. Non abbiamo mai lavorato così tanto come questo Natale.

Se in passato film come quello di Paola Cortellesi o il fenomeno Barbie-Oppenheimer avevano dato una spinta importante, il film di Checco Zalone, Buen Camino, ha rappresentato un traino eccezionale, capace di riportare in sala anche chi non frequentava il cinema da tempo.

Oggi, quel sostegno si è trasformato in una gioia collettiva: la gente ha ricominciato a darsi appuntamento in sala, riscoprendo il cinema come luogo di incontro e compagnia.

Che tipo di pubblico avete visto tornare in sala?

Il pubblico è stato molto variegato: famiglie con bambini, una forte presenza di pubblico adulto sopra i cinquant’anni che ha mantenuto o recuperato l’abitudine alla sala, e anche molte coppie.

I giovani non sono assenti, ma più selettivi

Non credo che i ragazzi siano disinteressati al cinema: spesso li ho visti venire anche in gruppo. È però più difficile che prendano un’abitudine continuativa. In questo senso, i film con volti giovani e riconosciuti – come Timothée Chalamet, Zendaya, Margot Robbie o Jacob Elordi – funzionano come ponti generazionali.

Gestire un cinema di paese oggi è una sfida complessa: qual è la più grande?

Più che una sfida, direi che fin da subito c’è stata una scelta precisa di continuità: senza chiusure e con una programmazione fitta e variegata, sempre con prime visioni. Questo approccio è stato molto apprezzato dal pubblico. C’è una nuova generazione di attori che può riportare i giovani in sala, e questo mi rende fiducioso.

Cosa è cambiato negli ultimi anni nel modo di lavorare?

È cambiato soprattutto il rapporto con il pubblico, che è andato crescendo nel tempo. Fondamentale, in questo percorso, è stato anche il supporto del Comune di Arenzano: le migliorie estetiche, come la rifoderazione delle poltroncine, hanno restituito dignità e bellezza alla sala.

Un cinema a due sale, con oltre 400 posti complessivi, in una realtà di circa 11.000 abitanti, rappresenta un vero fiore all’occhiello per il territorio, capace di attirare spettatori anche da Genova e dal Ponente savonese.

Quanto è importante il sostegno del pubblico locale?

È importantissimo. Il pubblico ha spesso aiutato anche attraverso il passaparola.

Dal punto di vista personale, in questi anni sono nate amicizie vere e rapporti umani importanti, che mi hanno arricchito e fatto maturare non solo professionalmente. Sono molto affezionato al pubblico locale, perché sento davvero il loro calore.

Ci sono grandi attese per i prossimi film in uscita? Che aspettative avete?

Romantic medieval scene with a young couple gazing at each other.

Il momento positivo sembra avere basi solide. Nei prossimi mesi sono attesi titoli importanti come The Odyssey di Christopher Nolan, Lavoreremo da grandi di Antonio Albanese, Cime tempestose e Minions 3.

Non ho la sfera di cristallo, ma i numeri stanno confermando che il traino generale continua anche dopo il periodo natalizio. Speriamo sia davvero così, e non posso che restare positivo.

State pensando a iniziative o progetti per valorizzare ancora di più il cinema?

Negli ultimi tempi, ascoltando il pubblico, è emersa anche la curiosità verso un possibile cineforum. Sarebbe un progetto che mi piacerebbe molto seguire, ma per avviarlo serve un sostegno reale e continuativo. Per questo invito chi fosse interessato a farcelo sapere, anche rispondendo a questo articolo: sarà il dialogo con il pubblico a dirci cosa sarà possibile costruire insieme.

E ci tengo ad aggiungere un’ultima cosa, in merito ai due incontri estivi finanziati dal Comune, previsti tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

Saranno incontri gratuiti e interattivi con il pubblico, nella bellissima Piazza Nastrè, in continuità con un’esperienza già realizzata a La Secca, sul lungomare Fabrizio De André, con la collaborazione di Umberto Guglielmino e con un riscontro che ci ha sorpresi e incoraggiati.

L’obiettivo resta quello di invogliare le persone a tornare nelle sale, ragionando insieme sulla potenza del Cinema: su come i registi, attraverso le immagini, sappiano intercettare e muovere emozioni profonde, al di là delle storie, dei generi e dei gusti personali.

Ho già percepito un interesse crescente, testimoniato da una maggiore affluenza al cinema ma anche dalla curiosità umana di tante persone che, grazie a queste iniziative, si sono avvicinate a film che non pensavano potessero appartenergli, diventando spettatori più attenti e consapevoli.

È un percorso che mi auguro possa continuare a coinvolgere sempre più persone. Ringrazio quindi fin da ora chi vorrà partecipare.

Restiamo uniti e, soprattutto, emotivamente vicini.

Un ringraziamento finale va a Paolo Negro che, con la sua esperienza, è stato il primo a credere in me e nelle mie potenzialità, fornendomi gli strumenti necessari per svolgere questo lavoro

Grazie di cuore.

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