Sandro - Andrea Santonastaso - Teatro Il Sipario Strappato

Teatro

Organizzatore

Teatro "Il Sipario Strappato"
Telefono
0109123042 - 3396539121
Email
ilsipariostrappato@gmail.com
Sito web
https://ilsipariostrappato.it/

Costo

Intero € 12,00 - Ridotto € 10,00

Data

11 Dic 2021

Ora

21:00 - 23:30

Luogo

Teatro "Il Sipario Strappato"
Via Marconi 165

Sandro - Andrea Santonastaso - Teatro Il Sipario Strappato

Teatro dell'Argine

con Andrea Santonastaso
di Christian Poli
inserti drammaturgici Nicola Bonazzi

scena Nicola Bruschi
disegni Andrea Santonastaso
videomapping Francesco Massari

aiuto regia Mattia De Luca
regia Nicola Bonazzi

foto di Davide Saccà


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A partire dal 06/08/2021 per partecipare all’iniziativa è necessario presentare (dai 12 anni) la certificazione verde COVID-19 (greenpass), come da DL n. 105 del 23/07/2021 art. 3 comma b.


Di Sandro Pertini restano indimenticabili alcune immagini, consegnate alla memoria di ciascuno da spezzoni televisivi. Sono immagini che hanno scandito alcuni degli avvenimenti della storia recente italiana (per esempio la vittoria dei Mondiali di calcio nel 1982 o la strage alla stazione di Bologna). In quegli avvenimenti Pertini c’era, naturalmente nel suo ruolo istituzionale. Ma c’era anche con la sua carica di umanità, con la sua storia che veniva da lontano, dalla guerra partigiana e dalla prigionia sotto il fascismo. Era una figura che gli italiani sentivano vicina; divenne una sorta di “nonno” per i bambini e di icona pop: gli vennero dedicati fumetti e canzoni (chi non ricorda il “partigiano come presidente” di una nota canzone di Toto Cutugno?). Nella sua figura, come mai prima di allora e come mai sarebbe successo dopo, un’intera nazione si riconosceva e riconosceva i valori “puliti” della politica, o ciò che la politica dovrebbe rappresentare nella sua accezione più alta: solidarietà, vicinanza, attenzione alle persone. Raccontare la storia di Pertini può avere senso dunque non solo perché ci consente di ripercorrere la storia di un “italiano” che attraversa il Novecento e le sue tragedie, con piglio sempre energico e picaresco; ma può averlo soprattutto per fare il punto su noi stessi, su ciò che eravamo e su ciò che siamo diventati; sull’idea che possa esistere una politica in grado di segnare la linea di un’etica civile e solidale, e farsi guida di una società, se non pacificata, capace almeno di dialogare al proprio interno per ritrovare le ragioni di una convivenza più conciliante e aperta. Con questo spettacolo Bonazzi, Poli e Santonastaso, dopo il grande successo di Mi chiamo Andrea, faccio fumetti dedicato ad Andrea Pazienza, tornano a raccontare una biografia esemplare a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, nella convinzione che in quei due decenni abbiano germinato pensieri e situazioni con cui ora più che mai occorre confrontarsi.

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