SENTIERO DELL’INGEGNERE

 

NOTE TECNICHE

Partenza: Motta (Arenzano)

Arrivo: località Campo(Arenzano)

Tempo di percorrenza: 3 ore 30 minuti

Difficoltà: EE - Per escursionisti esperti

Lunghezza: 7 km

 

ACCESSO STRADALE: Da Arenzano  (uscita della A10) si prende per Cogoleto ma, appena la strada inizia a scendere (località Colletta), si imbocca una stradina a destra. Si attraversa la zona industriale, poi seguendo il torrente Lerone,  si supera un'agriturismo  e, superato un ponte, si parcheggia presso un tornante in località Motta, (100 m circa, 3,5 km da Arenzano, paline segnaletiche).

 

DESCRIZIONE:

Si segue la carrareccia che parte dal tornante in salita accanto ad alcune case, Attraversato un prato (Cian da Nave), si prosegue nel bosco di fianco al Rio Leròne, fino ad un ponte  che lo attraversa a destra. Seguendo i segnavia rossi dall'altra parte, si risale, con alcuni tornanti, la sponda opposta. Si intercetta il sentiero proveniente dalla frazione Terralba, che va seguito verso sinistra con andamento pianeggiante, fino a raggiungere, costeggiando un antico acquedotto, il Ponte Negrone.
Il ponte, molto antico, attraversa una profonda gola rocciosa, proprio nel punto in cui si uniscono i corsi dei torrenti Leone  e Negrone per formare il Lerone.
Superato il ponte, da cui si possono vedere interessanti "marmitte dei giganti", si prosegue a destra, seguendo il segnavia  I  "Sentiero dell'Ingegnere". Il sentiero  sale dapprima con pendenze moderate di fianco al Rio  Negrone, poi più ripidamente, alla base di curiose formazioni rocciose. Attraversato il rio, più a monte verso sinistra, un'altra breve salita nel bosco conduce ai piedi della selvaggia gola del Rio Cû du Mundu. Oltre lo sbocco della gola, il sentiero inizia a risalire, con lunga serie di tornanti, la ripida Costa du Môu, fra rocce e boschi.
Lasciata a destra una diramazione C5 si prosegue a sinistra in leggera discesa lungo il segnavia I. Si giunge così allo sbocco superiore della gola del Rio Cû du Mundu, che si allarga in un vallone ampio ed erboso. Si attraversa il rio su pietre e si prosegue dall'altra parte, in un bel bosco di pini. Si doppiano alcuni costoni, con belle vedute sulla zona della Gava e su Arenzano, con saliscendi non troppo faticosi. Risalito un tratto ripido a guisa di scalinata, si supera un colletto passando fra spuntoni rocciosi e, discesi dall'altra parte, si taglia un altro rio (Rio Giassu de Vacche) che precipita con una bellissima cascata sul sentiero.
Proseguendo per aperti pendii, fra cespugli e macchie di pini, si taglia alla base la Costa de l'Erbin e, superato un altro rio, si raggiunge uno spartano ricovero (Ricovero Giazubellu , 360 m). Seguendo ancora iL segnavia  I si giunge ad incrociare il segnavia ☆ della "diretta" al Monte Argentea che si trascura per continuare in piano e leggera discesa e uscire sulla carrareccia che percorre la sinistra idrografica della valle del Rio di Lerca. Seguendola verso sinistra, in ripida discesa (segnavia ▲ ) si arriva con diversi tornanti alle case di Campo (130 m). Scendendo per alcuni tornanti lungo la strada asfaltata, nuovamente al punto di partenza .  

 


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