Itinerario botanico

Due degli accessi principali al parco immettono su viali rettilinei. Il viale che conduce da via Sauli Pallavicino alla villa è costituito da giovani esemplari di Acer negundo ad impianto regolare affiancati da una leggera siepe in Lontana camara. Il secondo, quello che risale da piazza Allende il pendio su cui culmina l’edificio, è costituito invece principalmente da Quercus ilex e Pinus pinea con sottostante siepe conformata di Pittosporum tobira.

Il terzo accesso, sul lato ovest del parco, attraversa invece la piccola corte interna del “borgo medioevale” e prosegue per un breve tratto tra mura dalle quali si protende un annoso esemplare di Wisteria sinensis caratterizzato da tentacolari forme e da una spettacolare fioritura. Una spalliera di Citrus medica orna l’ultima parte del percorso sino a raggiungere il terrazzamento sul quale sorge l’edificio.

Antistanti il fronte principale della villa, disposte simmetricamente all’interno dell’aiuola-vasca ivi collocata, vegetano diversi esemplari di palme. Di tre diverse specie, si differenziano per dimensioni e portamento: la Livistona chinensis dall’altezza contenuta e dalle fronde palmate e frastagliate, la Phoenix canahensis e la svettante Washingtonia filifera. Completano la regolare distribuzione vecchi esemplari di Cycas revoluta. L’ingresso alla villa è invece incorniciato da due masse globose di Camellia japonica dalla scenografica fioritura primaverile.

Sul lato settentrionale della villa fioriscono invece le più annose Magnolia grandiflora del parco, il cui cupo e coriaceo fogliame contrasta con il verde più luminoso delle chiome degli esemplari di Cinnamomum camphora che ad esse si affiancano, costituendo una folta macchia arborea che per contrasto cromatico mette in risalto la possente mole dell’edificio. Raggiungendo successivamente il terrazzamento posto alle spalle della villa, dove è possibile godere di vedute su ampie porzioni di parco, si potranno osservare un bell’esemplare di Thuja plicata a lato del piccolo edificio ivi presente, una Lagerstroemia indica ed un piccolo esemplare di Cephalotaxus harringtonia che rappresenta una delle essenze di particolare pregio nel giardino per la sua scarsa diffusione all’interno dei parchi liguri (un altro esemplare è collocato nelle zona pianeggiante del parco). Vegetano qui inoltre un Picea excelsa, magnolie e numerosi lecci (Quercus ilex). In prossimità dell’edificio il piccolo gazebo si offre quale artistico supporto ad un esemplare di Rosa banksiae e ad un annoso Jasminum nudiflorum dalla precoce fioritura.

Lasciando il terrazzamento, tramite il percorso posto al suo estremo settentrionale, si raggiunge un vialetto di lecci formati al di là del quale è collocata la bella serra in ferro e vetro che risalta sul cupo fondale di Taxus baccalà e Cupressus sempervìrens posti alle sue spalle. Sul fronte regolari aiuole a prato definite da basse siepi di Buxus sempervìrens lasciano aperte le visuali sull’edificio, al cui interno era collocato un banano di considerevoli dimensioni. Percorrendo la scalinata posta in asse alla serra e svoltando a destra, lasciando sul lato a valle il grande esemplare di Cinnamomum camphora posto lungo il bordo della vasta area prativa e più sotto la quinta di Cedrus atlantica, si troverà dopo pochi passi l’imbocco di un minuto percorso che si addentra in una folta macchia arborea. Seguendo tale percorso, che costeggia ed interseca l’articolato sistema idrico superficiale, si incontreranno numerosi esemplari di Cupressus arizonica, un gruppo di pini domestici e sul bordo dell’ultima e più ampia vasca due Cedrus atlantica di dimensioni imponenti. Vari esemplari arbustivi ed arborei di minori dimensioni completano l’assetto vegetazionale di questa zona che, conseguentemente a differenti metodologie manutentive rispetto al passato ed a nuovi impianti, ha perduto quell’aspetto di maggior naturalità che in origine doveva caratterizzarla.

Costeggiando poi il bordo dell’anzidetta ampia vasca, dirigendosi verso la villa, si giungerà alla biforcazione del percorso ove è collocato un bell’esemplare di Cha~ maecyparis lawsoniana riconoscibile dalla particolare conformazione sinuosa del tronco. Risalendo il percorso che conduce verso l’edificio s’incontreranno, dopo la coppia di Cedrus atlantica nella varietà glauca, tre esemplari di differenti specie di particolare bellezza. Primo sulla sinistra un Dasylirion acrotrichum seguito da una Cordyline stricta ed infine sulla destra una Yucca gloriosa dalla bella fioritura color crema.

Se dalla suddetta biforcazione ci si avvia invece lungo il vialetto che discende il breve pendio si troverà, poco oltre la vasca dalle sponde irregolari con al centro l’erma bifronte, un bellissimo gruppo di Taxodium disticum detti anche cipressi calvi contraddistinti da un leggero fogliame e dall’interessante colorazione rosso-giallo-dorata in autunno. Si tratta di una specie che ama vivere in terreni molto umidi, addirittura paludosi, sviluppando delle radici aeree dette pneumatofori che uscendo dall’acqua gli forniscono ossigeno. Gli esemplari qui presenti, pur non vivendo con le radici sommerse nell’acqua, ma comunque in un terreno particolarmente umido, hanno sviluppato numerosi e ben visibili pneumatofori.

Nella valletta a lato, lungo le sinuose sponde dell’ultimo tratto del sistema idrico superficiale, vegetano numerosi esemplari di Cedrus atlantica. Li fronteggia un “boschetto” di canfore (data la predominanza in questa zona di tale essenza) e due grossi esemplari uno di Pinus halepensis e l’altro di Cedrus atlantica. Superata la grotta passante, si giunge alla zona pianeggiante del parco. Imboccando il percorso sulla sinistra, appena usciti dall’anzidetta grotta costeggiando una folta macchia costituita da palme, sughera, canfore si giunge in prossimità del gruppo dei platani (Platanus hibrida) i quali, pur non rappresentando una rarità botanica, colpiscono per le loro monumentali dimensioni. All’interno dell’area prativa si evidenziano alcuni esemplari di magnolie, di Cercis siliquastrum dalla prorompente fioritura rosa, un Liriodendron tulipifera caratterizzato in giugno da una fioritura gialla vistosa e profumata a forma di tulipano, una Cryptomeria japonica ed infine una Araucaria araucana, specie endemica del Cile dalla particolare corteccia bruna e rugosa con evidenti anelli orizzontali. Lungo il percorso, una folta macchia di Rhododendron

 

Le rarità botaniche.

Tra le specie di maggiore pregio, in quanto poco comuni in genere nei parchi liguri o addirittura rare, si possono annoverare la specie di bambù presente (Arundinaria Simonii), il cefalotasso, la varietà elegans della crittomeria, Cupressus lusitanica, Pittosporum tenuifolium, Taxodium disticum, Thuja plicata ed Erytrina cristagalli.
ponticum precede due monumentali esemplari che si fronteggiano, l’uno di Quercus suber verso il prato e l’altro di Quercus petraea.

Sull’opposto lato, lungo il bordo del grande prato di forma allungata, è disposto un esemplare di Cryptomeria japonica nella varietà elegans, essenza poco comune all’interno dei parchi liguri, purtroppo colpita da avversi eventi atmosferici che le hanno imposto l’inconsueto portamento.

Proseguendo in direzione Ovest, troviamo allineati al margine del percorso un Cupressus sempervirens, una Sophora japonica anch’essa “mutilata” nel suo portamento, un Chamaeciparis nootkatensis, una coppia di Cedrus atlantica ed una di Cupressus lusitanica; concludono l’infilata una canfora, un pino domestico ed una criptomeria le cui dimensioni denunciano un loro inserimento in tempi più recenti rispetto ai precedenti esemplari.

All’interno della fascia che costeggia il muro di recinzione non sono presenti specie di particolare pregio botanico in quanto già originariamente tale zona, come del resto tutte quelle poste sul confine del parco, era stata piantumata con essenze comuni utili alla creazione di una quinta continua e sempreverde. Le essenze preponderanti in queste aree di bordo risultano essere Laurus nobilis, Cupressus sempervirens, Quercus ilex, Pittosporum tobira, Pinus pinea. Giunti sullo slargo dove è collocata la grande vasca circolare, colpisce la monumentalità del Cedrus libani che si staglia sulla circostante vasta area prativa. Lo fronteggia un gruppo di quattro Libocedrus decurrens dal tronco slanciato da cui si dipartono rami sinuosi rivestiti di un frastagliato fogliame. Superati i libocedri si può scegliere di inoltrarsi nel fitto “palmeto”, composto principalmente da Phoenix canariensis e da Chamaerops humilis dallo stipite peloso (si distingue dal gruppo un bell’esemplare d’Erythea armata o palma azzurra per il colore delle foglie palmate a ventaglio e con lunghi spadici decombenti con fioritura gialla, visibile aggirando il gruppo dalla parte superiore), oppure di affrontare il percorso che risale il pendio lungo il quale è disposto un bell’esemplare di Eritryna cristagalli dalla particolare fioritura in racemi di color rosso intenso. Vecchi esemplari di agavi accompagnano la risalita sino a raggiungere il terrazzamento posto a livello dell’accesso alla villa, e da qui affacciandosi verso Sud si potrà osservare l’ampio agrumeto.

 

 

 


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