Curlo - Passo della Gava

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: panorama 

  • Tempo di percorrenza: 2 ore
  • Difficoltà: E - Escursionistico
  • Lunghezza: 6 km
  • Dislivello: 450 m

Difficoltà: Escursionisti medi (E)
Caratteristiche: sentiero panoramico, dedicato agli aspetti ornitologici, geomorfologici e botanici

Accesso e punto di partenza: Da Arenzano – loc. Terralba nei pressi del Muvita (Sede del Paco del Beigua) - con la strada comunale che conduce alla località Agueta.  In circa 1,3 km si raggiunge la loc. Curlo dove termina la strada percorribile in auto (sbarra in legno) si parcheggia l'auto nei pressi dell'area pic-nic, e si inizia il sentiero a piedi. (44°24'47"N -  8°40'10"E)


L'itinerario consente di ammirare alcune dei più importanti luoghi per le migrazioni dei rapaci e di scoprire le caratteristiche geologiche e geomorfologiche delle valli del Beigua Geopark. Dai punti più alti dell'itinerario si possono osservare bellissimi scorci sulla valle della Gava, sui condizionamenti tettonici e sulla particolare forma a "collo di bottiglia" che ne fa un sito unico per la migrazione dei rapaci come il biancone ed il falco pecchiaiolo.

L'area attrezzata del Curlo, da cui si gode di un ampio panorama sul golfo di Arenzano, costituisce il primo punto per osservare le migrazioni primaverili dei rapaci che arrivando da sud–ovest risalgono la valle della Gava. Particolarmente numerosi e facilmente avvistabili di giorno sono i rapaci diurni, come il falco pecchiaiolo, il falco di palude, il nibbio bruno, il biancone.
Il sentiero conduce alla Foresta Demaniale del Lerone seguendo il segnavia XX rosse, che in alcuni punti segue la Strada Forestale per il Passo della Gava. Giunti alla sbarra in metallo che indica l'entrata nella Foresta una deviazione di 100 metri sulla sinistra ci porta al Centro ornitologico Vaccà. Tornati sulla strada sterrata un secondo bivio sulla destra ci porta al

1_ stop (480 mt /35min)
una deviazione sul sentiero che porta verso il rip Scarpezzin, (segnavia A) per raggiunge in circa 10 minuti un crinale esposto che costituisce un secondo punto di avvistamento dei rapaci. A maggio tra le rocce di questi versanti fiorisce la Dafne Odorosa, il fiorellino rosa rappresentato nel simbolo del parco, che con il suo profumo intenso caratterizza le giornate di primavera.
Tornati sul sentiero principale si seguono sempre le XX rosse sino al panoramico pianoro di

2_ Pra Liseu - stop (600 mt /1h15min)
e la vicina Cima Rama: un magnifico panorama  sulle morfologie della val della Gava. Una profonda incisione sul versante opposto "Cu du Mundu" ci fa scoprire la forza erosiva dei torrenti del versante tirrenico. In queste zone è possibile udire il canto di due specie nidificanti tipiche delle zone aperte: l'allodola ed il prispolone; sempre legati ad ambienti aperti rocciosi sono lo zigolo muciatto e il codirossone.
Procedendo lungo la strada forestale si giunge al

3_ stop (630 mt /1h25min)
dove possiamo osservare le serpentiniti, rocce metamorfiche in cui, è possibile riconoscere i due minerali che le costituiscono il serpentino, verde chiaro ceroso (costituente principale della roccia) e la magnetite, nera, sotto forma di piccoli aggregati. Proseguendo ancora la strada si incontra il

Riparo Beppilu - stop 4 (650 mt /1h35min)
Una traccia del passato sfruttamento di questi luogo. Come altri ripari della valle anche questa costruzione offriva uno spartano riparo a coloro che frequentavano questa via di comunicazione ed ai falciatori d'erba che lavoravano nelle zone prative di questo aspro territorio
Girato il Bric Gavetta ci si apre una visuale sul punto di arrivo del Sentiero Natura

Passo della Gava - stop 5 (752 mt /2h) (44°26'26"N -  8°40'42"E)
Questo punto di avvistamento dall'avifauna migratoria viene posto in corrispondenza del vero e proprio crocevia di itinerari che conducono verso Voltri, al Passo del Faiallo e sul versante padano in valle Stura. Lungo le dorsali arrotondate rilievi circostanti nidificano specie di pregio naturalistico come il calandro, lo strillozzo, il culbianco, e l'ortolano.

Periodo consigliato: tutto l'anno, ad esclusione dei giorni più caldi dell'estate




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